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Patate al vino e ai porri. Lo spezzatino vegetariano

A volte la ristrettezza di cucinare dentro un furgone porta risultati inaspettati, e questa ricetta vale la pena tenerla presente anche se si è a casa ma il frigo sbadiglia.

Ecco una ricetta da viaggio, molto semplice, nata durante le nostre vacanze in Normandia più per la mancanza di un piatto forte con carne o pesce che non da un progetto culinario. Infatti ci eravamo dimenticati di fare rifornimenti nei mercati di uno dei paesini durante la mattina, e il pomeriggio eravamo stati rapiti dalla bellezza e dalla storia di Gold Beach fino quasi alla sera. Tant pis!, come dicono i francesi, e ce lo siamo detti anche noi, progettando di cenare a base di baguette e Camembert, Pont-l’éveque e Livarot (i tre formaggi a pasta molle Doc del Pays d’Auge/Calvados). Insomma, non eravamo costretti a spalmare un Formaggino Mio sopra una fetta di pane mummificato del Mulino Bianco. Il vino rosso nel furgone non ci mancava mai, e nel retro del VW c’era pure una bottiglietta di Calvados per mandare giù il formaggio…

Estate 2013-0267

Però… però… Le nuotate e la lunghissima passeggiata sulla spiaggia ci avevano fatto venire una fame quasi irreale. Mangiare qualcosa di caldo sarebbe stato il perfetto coronamento della giornata, un po’ il cacio sui maccheroni di Gold Beach. Parlavamo di spezzatino, di coq-au-vin, di ala di razza al burro salato con capperi, di cozze alla crème fraîche… Elencavamo  piatti succulenti con la salivazione accelerata mentre cercavamo un posto appartato per passare la notte. Ma eravamo in aperta campagna , nessun supermercato nel raggio di qualche chilometro e tanto sarebbero già stati chiusi. Peccato non averci pensato prima!

A volte la fortuna ti colpisce. Proprio mentre parcheggiavamo la macchina per la notte, cosa vediamo apparire davanti a noi? Un campo di patate novelle. Le loro foglie si muovevano graziosi nella brezza marina. Sembrava quasi di sentire le loro flebili voci chiamarci in coro a vedere come fossero belle. Come si fa a resistere? Erano così piccole e tenere, con la buccia talmente sottile, che è bastato strofinarle con le dita. Un piccolo passo verso la cena era compiuto.

Il tempo per guardarci intorno e scoprimmo che alle nostre spalle si stendeva un altro campo, infinito, di porri. Né bambini, né adulti, piuttosto adolescenti esili ma ordinati in perfette file nella sabbia, brillanti e succosi, ma già decisi a diventare grandi sporcaccioni. insomma, la dea bendata ci aveva dato una chiara indicazione su cosa preparaci per cena: patate al vino con porri!

Ma basta parole, veniamo ai fatti.

Ingredienti:

Patate novelle a volontà

3 porri in età adolescente, altrimenti 1 porro adulto

30 – 50 g di burro (possibilmente demì-sel, se vi sembro esagerato leggetevi il punto 2 di questo articolo)

Vino rosso q.b.

Se volete una tazza o due di buon brodo

Tagliate i porri in fettine sottile e fatele rosolare per qualche minuto a fiamma media con il burro. Non è necessario che siano bruciacchiati, dipende dal vostro gusto personale.

Aggiungete le patate tagliate a dadi abbastanza piccoli e fatele rosolare qualche altro minuto, girando sempre perché non attacchino alla padella.

Versate 4 – 5 bicchieri di buon vino rosso e girate per scogliere il fondo della padella. Aggiungete un po’ di sale.

Lasciate sobbollire dolcemente, mescolando di tanto in tanto. Se volete risparmiare sul vino mettetene di meno e fate cuocere con un coperchio, se volete che il gusto del vino sia più predominante cuocete a pentola scoperta. Aggiungete – se avete  paura di essere accusati di alcolismo – un po’ di brodo ogni volta che il vino tende a restringersi troppo. Altrimenti aggiungete altro vino, che non sta affatto male se rimane unico protagonista della ricetta.

Quando le patate sono quasi cotte, aggiustate di sale. Anche una grattatina di pepe o peperoncino non guasta.

Estate 2013-0323

Basta. Tutto lì. Il fatto incredibile di questa ricetta è che mangi solo patate e porri, ma sembra di mangiare un piatto gustosissimo di spezzatino o di carne brasata. Mucche, lepri e vegani, ringraziatemi!

Se invece andate o vi trovate in Francia, correte al mercato rionale a cercarvi le famose patate “rattes“, tra le più buone che abbia mai assaggiate in vita mia.

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Informazioni su georg maag

scrittore per l'infanzia, traduttore, lettore di tedesco per lettere&filosofia all'Università di Torino; hobby: cucina, fotografia, golf

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