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Il pesce spada e gli agrumi, matrimonio isolano

Queste strane giornate tiepide di febbraio mi fanno venire voglia di primavera. Il sole mi sussurra nell’orecchio, superando la casa di fronte, che si sta affilando i raggi per la bella stagione. E così, verso mezzogiorno mi regala un antipasto di luce tiepida per tutta casa.

Involontariamente mi fa anche un appunto poco appetitoso sullo stato pietoso in cui versano i vetri delle mie povere finestre, dopo l’inverno torinese, grigio e appiccicoso. Ma non me ne curo più di tanto … sento il bisogno di preparare qualcosa di fresco e godereccio, che possa accomodarsi alla perfezione a questa tiepida e precoce anteprima di primavera. Penso che ad Agrigento i mandorli sono già vestiti a nuovo, ed ecco che un trancio di pesce spada prende forma nei miei pensieri. Lo immagino scottato ai ferri con un filo d’olio, adagiato su un letto di valeriana e pomodorini.

In frigo incontro la desolazione, solo un’arancia e mezzo limone nello scomparto delle uova.  Al limone, senza ombra di dubbio, non è possibile negare un matrimonio con il pesce spada; ma l’arancia? Dimenticata nel frigo perchè bruttina e troppo piccola? L’arancia viene spesso utilizzata per stemperare il gusto forte di alcune carni, alcuni esempi sono l’anatra e la carne di pecora. Chissà come si comporta con il pesce spada?

Mi viene l’idea!

Mi fiondo al mercato e torno con due tranci di pesce spada.

Scaldo la bistecchiera, inumidisco i tranci con il mezzo limone spremuto e li adagio a grigliare. Una valida alternativa è farli arrostire in una padella antiaderente con un filo d’olio, una spruzzata di vino bianco ed uno spicchio d’aglio.

Metto in un pentolino 3-4 cucchiai di zucchero di canna. Aggiungo un po’ d’acqua, giusto per inumidire lo zucchero e faccio caramellare il tutto a fuoco lento. Aggiungo mezza arancia spremuta al caramello già addensato e taglio a fettine l’altra metà che mi servirà dopo. Il caramello non deve rimanere troppo denso: bisognerebbe mantenerlo un po’ liquido fino a cottura ultimata del pesce spada.

Non mi rimane che scaldare il forno, adagiare i trancetti grigliati in una teglia di alluminio con un po’ d’olio ed annaffiare il tutto con il caramello aranciato. Copro la teglia con le fettine d’arancia ed inforno a 150°C . Quando le fettine saranno belle appassite il piatto è pronto per essere gustato. Si può accompagnare con un vino bianco corposo, ma anche con un rosso non troppo invadente.

Il massimo del piacere lo si raggiunge gustando il pesce spada e l’arancia a fette contemporaneamente.

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