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Pasta ai broccoli. Quattro traumi in padella

Caro Sigmund, hai mai ragionato su traumi che non abbiano nulla a che vedere con il sesso? No, lo so. Forse perché tua madre, a differenza della mia, non ti ha mai messo davanti un piatto con 3/4 di broccoli, 1/4 di pasta e un sapore pervasivo e asfissiante di verdura bollita che il parmigiano grattugiato riesce ad ammansire per non più di qualche secondo.

A dirla tutta, il broccolo non era il mio unico aguzzino: concorrevano alla mia infelicità le costine e gli spinaci (più nauseanti di una commedia romantica), l’insalata belga in padella (più amara del veleno), le cime di rapa (anche loro sempre pronte a guastare un piatto di pasta), i finocchi (e non vale dire che sono gratinati se hanno visto il forno per un minuto dopo essere annegati nell’acqua, tristi come Ofelia ma non altrettanto belli). Giuravo a me stessa che da grande non avrei mai più mangiato verdure. Poi, non ricordo come né quando, l’istinto ha iniziato a chiamarmi verso le verdure. L’istinto mi direbbe anche di incendiare le cassette di pomodori e zucchine invernali nei supermercati, inventando così l’eutanasia per verdure. Ma a questo richiamo per il momento resisto.

In ogni caso ho imparato a fare la pasta ai broccoli meglio di mia madre, e con ciò dichiaro risolto il complesso edipico.

Ingredienti:

un broccolo piccolo ogni due persone

aglio, olio, peperoncino, qualche filetto di acciuga

parmigiano o pecorino

Mettete a bollire la solita acqua per la pasta. Quando raggiunge il bollore salate e aggiungete i broccoli: tagliati piccoli se li volete morbidi, un poco più grandi se vi piacciono croccanti; i gambetti vanno comunque tagliati sottili, altrimenti rimangono troppo duri. Dopo qualche minuto, quando l’acqua ha ripreso bene il bollore, buttate la pasta. Ora scaldate dell’olio di oliva con lo spicchio d’aglio, il peperoncino e le acciughe, e fate soffriggere fino a quando l’aglio è dorato. Togliete l’aglio finché siete in tempo, il rischio che poi si annidi dentro un maccherone è sempre dietro l’angolo. Quando la pasta sarà pronta potete condirla direttamente nel piatto oppure farla saltare nella padella con l’olio e il condimento, concludendo con una grattata di parmigiano o, meglio ancora, pecorino.

Un paio di ricadute positive di questo piatto sulla vita quotidiana:

1. In tempi di campagna elettorale è facile avere problemi di digestione, particolarmente se in un attimo di distrazione si finisce su un qualunque dibattito televisivo. Questa pasta è talmente digeribile e leggera che non affaticherà il vosto apparato digerente.

2. Un anno fa, la più giovane dei miei due cani era sul punto di essere svezzata e già prendeva gusto a rubare le crocchette alla madre e a mordere qualunque cosa, preferendo cavi elettrici e ciabatte ai banali giochini per cani. Il gambo del broccolo si rivelò uno dei suoi passatempi preferiti: abbastanza duro per farla sentire una feroce cacciatrice, la teneva lontana per un po’ da tappeti, tende e mobili.

pasta ai broccoli

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Informazioni su michela goi

dottoressa di ricerca in storia dell'arte, redattrice, guida turistica, aiuto cuoca per qualche mese

2 commenti su “Pasta ai broccoli. Quattro traumi in padella

  1. Bel post, soprattutto per chi, come e (ahi)me, ci legge un déjà vu. Crescendo, credo di essere diventata irragionevolmente creativa – ai limiti del commestibile – proprio perchè volevo scacciare il ricordo della forchetta che si tuffa nell’acqua del bollito per afferrare le verdure, tra una bolla e l’altra di olio a crudo (“che fa beene!”). Riprodurrò questa ricetta, collaudata, sprint e..saporita!

    • anch’io ho fatto mille esperimenti per farmi piacere alcune verdure, anche riusciti male, e mai avrei pensato di mangiare broccoli ogni settimana… tutto merito dell’acciuga. Proprio oggi ho risolto il trauma dei finocchi facendoli in insalata con le arance!

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