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Ratatouille – o come viaggiare con la memoria

Lo so, sono un bambino, grosso e barbuto fuori, ma alcune cose o situazioni mi scaraventano indietro nel tempo, mi toccano il cuore esattamente come quando ero, su per giù, un metro.

L’introduzione è di dovere, perché oggi propongo un film mirato in primis ai bambini. Ammetto: pochi film mi sono piaciuti come Ratatouille. Un perfetto esempio di come un film d’animazione possa “lavorare” su molti piani contemporaneamente, di come possa interessare bambini e allo stesso tempo deliziare gli adulti. Un film che regala emozioni e invita a pensare su tantissimi piani diversi. Per me, che per deformazione professionale giudico i film con gli occhi da scrittore, film del genere sono rari e dunque una vera fortuna.

Che l’odore o il sapore di un cibo possono farci tornare indietro nel tempo non è una novità. Nella scena qui sotto invece è raffigurato con estrema dolcezza tramite una singola forchettata di ratatouille (che non apprezzo particolarmente, ma è colpa di mia madre, che uccideva le verdure riducendole in poltiglia nauseabonda). Immagino che quasi tutti l’abbiate già visto, ma vale la pena rivivere la scena.

Essendo questo un blog di cucina e gastronomia, sarebbe carino se qualcuno ci racontasse quali cibi o bevande possono riportarlo indietro nel tempo. La butto lì, chissà…

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Informazioni su georg maag

scrittore per l'infanzia, traduttore, lettore di tedesco per lettere&filosofia all'Università di Torino; hobby: cucina, fotografia, golf

2 commenti su “Ratatouille – o come viaggiare con la memoria

  1. Leggendo il post, non ho potuto non pensare agli gnocchi. Gli gnocchi di patate, dico, quelli fatti in casa, che ricordo facessero (e fanno tuttora, per chi ha ancora l’estro e soprattutto il tempo di affondare le mani in acqua e farina) la felicità di familiari affamati e di vicini in attesa del pensierino, a maggior ragione se mangereccio. Da piccina, non vedevo l’ora prepararli insieme alla nonna e allora pasticciavo con l’impasto, volevo darmi da fare e disfare, sentirmi importante! Quando sono davanti ad un piatto di gnocchi, mi rivedo anche io alta in metro, con le ditine che caparbiamente si infilano sotto quelle della nonna per dare l’impronta sul tocchetto di pasta.. prima che lei la rifacesse meglio, ovviamente 😉

  2. Bel commento, grazie! Poi bisogna dirlo: pochi cibi sono così vicini al “finger-food” come gli gnocchi… più gioco che cibo, dunque i tuoi ricordi hanno un senso logico forte e comprensibile.

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