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Scaloppine ai funghi con Santana

Cronaca di una giornata gastronomicamente altalenante. Ore 7.30: suona la sveglia (ed è già un motivo sufficiente per sentirsi perseguitati dalla vita). Ore 7.35: i biscotti per la colazione sono numericamente inferiori alla soglia minima della sussistenza. Ore 8.15: sopraggiunge la consapevolezza che non ho avanzi con cui pranzare né materie prime per produrre un panino. Ore 8.16: infilo nello zaino uno yogurt. Ore 11: lo stomaco urla di rabbia e di dolore; per punirlo gli somministro un caffè della macchinetta dal marcato aroma di cicoria. Ore 13.15: consumo il mio yogurt fingendo nonchalance mentre interiormente la frustrazione mi invade. Ore 13.30: una collega impietosita mi offre un pezzo della sua focaccia. È calda, è soffice e la vende il panettiere sotto l’ufficio a 1 euro al pezzo (ma perché non sono mai in possesso delle informazioni più elementari?!). Ore 19: dopo un pomeriggio funestato da allucinazioni a base di pollo arrosto, lasagne al forno e kebab, poi compensato da una spesa degna di questo nome, raggiungo finalmente casa.

È il momento di dare una svolta alla giornata: un bicchiere di bonarda, gli ingredienti allineati sul tavolo come un esercito schierato in battaglia e Santana a volume altissimo. Ma non il Santana degli ultimi anni, tutto chitarrine melense e prevedibili, no! Parlo dell’album Santana III, 1971, in un mood che è ancora quello di Woodstock, uno di quegli album che non puoi ascoltare in bicicletta altrimenti pedali con tanta frenesia da procurarti un infarto.

Bene, posseduta dal furor della musica, mi appresto a preparare quelle che sono state alcune delle scaloppine migliori della mia intera esistenza.

Ingredienti:

scaloppine di vitello, ma vanno benissimo anche delle fettine di maiale o di pollo;

funghi champignon (se siete nel novero degli eroi che vanno a funghi o se avete qualche soldino in più da spendere, potete sceglierne anche di migliori);

un goccio di marsala o altro vino bianco;

farina;

mezzo dado;

aglio, olio, pepe, sale, prezzemolo.

Infarinate le scaloppine e i funghi tagliati a fettine sottili. Scaldate l’olio con uno spicchio d’aglio in una padella capiente. Quando l’olio è ben caldo rosolate le fette di carne da entrambi i lati e sfumate con un poco di marsala. Meglio che l’operazione non duri più di 4-5 minuti, perché se ci si gingilla troppo con la carne in questa fase, le scaloppine risulteranno secche. Mettete la carne in un piatto e nella stessa padella buttate i funghi, lasciateli cuocere a fiamma vivace. Salate, pepate e mescolate spesso. Dopo qualche minuto inizieranno a buttare fuori la loro acqua. Aggiungete ancora un mezzo bicchiere d’acqua e il mezzo dado (la quantità di acqua dipende ovviamente dalla quantità di funghi, andare a occhio è sempre la soluzione migliore). Dovrete aspettare che il sughetto si rapprenda, se vi annoiate potete dedicarvi a cercare l’aglio: l’eventualità di trovarselo in bocca per errore potrebbe inficiare il piacere della ricetta. Infine unite le scaloppine, abbondante prezzemolo e togliete dal fuoco.

E ora beccatevi Santana.

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Informazioni su michela goi

dottoressa di ricerca in storia dell'arte, redattrice, guida turistica, aiuto cuoca per qualche mese

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