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L’olio essenziale di menta: mia madre ha ragione, stavolta lo ammetto

Ieri, alle ore 16.15, ho fatto la conoscenza dell’olio essenziale di menta di Pancalieri. Ma facciamo un passo indietro.

Ore 16.03. Telefonata di mia madre.

– Ho appena finito con le ripetizioni. Hai tempo per un caffé?

– Ma, non so, sto lavoricchiando…

– E se passo io da te?

– Ok, vada per il caffé…

– Eh si, perché ti devo dare la menta. Ma poi scappo subito perché è quasi ora che dia il biberon al riccio! (sic)

Non mi stupisco più di tanto, so che ha trovato un piccolo orfano di riccio e ora la sua missione è salvargli la vita con somministrazioni di latte tiepido a orari contingentati. Quel giovare riccio andava salvato… potrei suggerirlo ai “creativi” delle pubblicità dell’Amaro Montenegro. Riguardo la menta, invece, sto già immaginando un’esile piantina che andrà affidata senza indugio alle amorevoli cure di Georg, perché io il pollice verde proprio non ce l’ho. Il perché io debba avere una necessità impellente di possedere la menta, mi sfugge. Ma mia madre è una specie di strega, conosce tutte le piante aromatiche e officinali, con relativi benefici per la salute e usi in cucina.

Ore 16.14. In una nuvola di polvere, con un rombo di motore in sottofondo, ecco mia madre (forse ho reso la scena un po’ troppo cinematrografica). I cani nel frattempo si sentono in dovere di rendermi partecipe del loro entusiasmo per l’arrivo di un’ospite e mi saltano addosso in due. Ma perché non saltare addosso all’ospite? Mi districo da un groviglio di zampe bianche saettanti e raggiungo la genitrice. Non vedo vasi né piantine, solo una boccetta di vetro.

Ore 16.15. L’olio di menta di Pancalieri è mio. Mia madre mi riferisce che fa bene per un sacco di cose e che troverò tutto scritto nel foglietto del produttore. Non vuole più nemmeno il caffé, il riccio ha bisogno di lei.

Il foglietto è dettagliatissimo e alla fine trovo quello che mi interessa. Per il mal di testa bisogna frizionarsi le tempie dopo averne diluito una goccia in olio, perché puro rischia di irritare la pelle. Per la cattiva digestione o la nausea se ne mette una goccia su un cucchiaino di miele. Tra il resto, serve anche per rilassarsi, liberare le vie respiratorie, se patite l’aereo vi evita figuracce di fronte a tutti (e si sa che nei voli low cost si viaggia piuttosto stipati) e allevia il mal di denti. Per tacere dei vari usi cosmetici. Informatevi in erboristeria, questa sostanza ha molte virtù ed è pure legale.

Visto che ultimamente il mal di testa ce l’ho sempre, l’ho provato immediatamente. Da non crederci: nel giro di dieci minuti stavo bene. Bilancio: ho l’olio essenziale di menta da un giorno e ne sono già dipendente.

Ancora non l’ho sperimentato contro gli effetti degli eccessi alimentari, ma provvederò al più presto. Solo per potervi informare correttamente, s’intende.

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Informazioni su michela goi

dottoressa di ricerca in storia dell'arte, redattrice, guida turistica, aiuto cuoca per qualche mese

Un commento su “L’olio essenziale di menta: mia madre ha ragione, stavolta lo ammetto

  1. L’0li0 essenziale di menta di qualunque provenienza si puo usare sui punti dei agopuntura per le patologie digestive, neurologiche etc buon pomeriggio

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