Lascia un commento

A spasso per la Francia

L’idea originaria era allettante: passare qualche giorno al festival musicale di Guča, in Serbia, e vagabondare tra i Balcani e il mare. Per mesi abbiamo pregustato concerti sfrenati e terre sconosciute, per poi renderci conto che i chilometri da percorrere sarebbero stati troppi per la misera settimana di vacanza che ci era concessa. Cambio di programma: abbiamo puntato la rotta verso il centro della Francia.

Il piccolo hippy che c’è in me era a priori allettato dall’idea di viaggiare e dormire a bordo di un furgone (Volkswagen, chiaramente). Il goloso che c’è in me è stato folgorato dal pensiero di vini e formaggi francesi. L’amante dell’arte e della storia che c’è in me si è prefigurato la scoperta di mille abbazie e castelli. Tutti d’accordo, dunque. E per non tradire del tutto la musica balcanica ci siamo portati un cd di Boban e Marco Marcovic, che per un viaggio on the road è una colonna sonora ideale.

L’itinerario (30% di pianificazione/70% di improvvisazione) è stato più o meno questo: Franche Comté, un poco di Auvergne e Berry. Se dovessi fare una sintesi destinata a una guida turistica non saprei se tracciare un itinerario storico artistico, un percorso tra vini e cibi o piuttosto consigliare le bellezze naturalistiche. Per questo preferisco mettere insieme alcune variegate, e forse discutibili, considerazioni che su siti e guide non troverete mai.

1) Nell’affrontare un viaggio oltralpe, la qualità del soggiorno migliora senz’altro se si vuole finalmente superare la storica rivalità enogastronomica tra Francia e Italia. È meglio la ‘nduia o l’andouillette? La gorgonzola o il rocquefort? Il barolo o il bordeaux? Questo genere di dilemmi ciascuno li risolva in base ai propri gusti, ma scegliere la nazione vincitrice non è un obiettivo utile. Io preferisco dedicarmi con assiduità e diligenza ad assaggiare il maggior numero di specialità al di qua e al di là delle Alpi.

2) Con l’eccezione di due grigliatine e una fondue preparata sul fornelletto a gas, abbiamo sempre mangiato freddo. Pane, quiche, formaggi, paté, rillette e un poco di frutta. Avevamo in mente di mangiare fuori almeno una volta, tanto per scapricciarci, ma, pur chiedendo consiglio agli abitanti del luogo, è stato impossibile trovare un ristorante che servisse piatti davvero improntati alla cucina locale. Può sembrare mortificante e invece abbiamo mangiato da signori e senza spendere molto, soprattutto beneficiando del fatto che nei mercati di paese si trova un’esorbitante varietà di delizie del luogo.

3) Può capitare di passare per un piccolo borgo, notare una bella chiesa romanica e, girando appena gli occhi, accorgersi di una cantina che offre degustazioni di vino. Due sono i pensieri che sorgono immediati: sono solo le 10 del mattino e devo già bere? D’altro canto quando mai mi capiterà di ripassare da qui? La soluzione è semplice: degustare, degustare sempre. (Sarà per questo che quando ho visto la cattedrale di Bourges mi sentivo in stato di grazia)

4) Viaggiando ci si imbatte sempre nelle più gustose bizzarrie linguistiche. E dopo i paesi di Saint Prix (protettore del capitalismo?), Saint Chef (protettore dei cuochi in vacanza?) e Saint Genou (protettore delle lavandaie?) ecco la sorpresa più sconcertante: un salume denominato Jésus cuit. Nessuno ci ha saputo spiegare l’origine del nome, né si trovano notizie chiare in rete. Qualcuno dei lettori ha un’idea?

il castello di Saumur: miniatura dei fratelli Limbourg nelle Très riches heures du Duc de Berry (foto: Wikipedia)

5) Non usate le Très riches heures du Duc de Berry come guida turistica per l’omonima regione. Ricordavo indelebilmente le minuature dei fratelli Limbourg contenute in questo libro d’ore e sapevo che come sfondo delle scene vi si vedono i castelli del duca. Da qui a immaginare un itinerario a tema Jean de Berry il passo era breve, almeno per me. In realtà, cercando su Google tutti i castelli, mi sono resa conto che sono geograficamente piuttosto sparpagliati e nemmeno tutti nel Berry. Pazienza, in molti piccoli paesi l’ufficio turistico fornisce ottime indicazioni. È meno poetico ma molto più funzionale.

Annunci

Informazioni su michela goi

dottoressa di ricerca in storia dell'arte, redattrice, guida turistica, aiuto cuoca per qualche mese

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: