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Mucca pazza, atto secondo? Perseverare è diabolico

Ci risiamo. Anzi, sotto alcuni aspetti è peggio di prima. L’Unione europea, poco più di dieci anni dopo lo scandalo della “mucca pazza” (encefalite spongiforme bovina) ha deciso che a partire dal 2013 permetterà nuovamente la produzione e l’utilizzo di farine animali per l’allevamento del bestiame, con la restrizione di utilizzare “soltanto” proteine animali derivanti da suini, pollame e pesci di acquacoltura. La decisione è stata presa dopo anni di accese discussioni tra le lobby dell’industria della carne e la comunità scientifica istituzionale. Italiana, sia ben chiaro. Ma prima, come si legge su La Repubblica, anche una «scettica Autorità per la sicurezza alimentare», l’Efsa, con sede a Parma, ha dovuto essere “convinta”. Anche il consiglio nazionale dell’alimentazione francese ha poi espresso parere favorevole. Alla fine anche l’Unione europea a Bruxelles si è dichiarata d’accordo.

Le lobby sostengono che la mucca pazza fosse nient’altro che una spiacevole conseguenza dell’utilizzo di farine prodotte da carcasse infette e non centri nulla con il fatto di costringere animali erbivori a mangiare farine ricavate dalla macinatura di altri animali, spesso della loro stessa razza. Un meccanismo che ha, a mio parere, niente di umano e nessuna ragione d’essere. È orribile anche solo il pensiero di intervenire sulla catena alimentare; cambiare l’alimentazione di un animale è di una perversione inimmaginabile, contro ogni logica e rispetto per la natura.

Mi chiedo chi siano le persone che hanno avuto il fegato di proporre nuovamente questa discussione. Mi chiedo come sia possibile che l’Autorità per la sicurezza alimentare e, dopo, la comunità scientifica istituzionale abbiano anche solo accettato di discutere la questione, figuriamoci di approvarla.

Non c’è bestia al mondo che commetterebbe un atto talmente orribile. Solo l’uomo è capace di un tale pensiero malato, di metterlo in atto e di perseverare quando la natura si è già ribellata una prima volta. Siamo oltre l’immaginario dell’orrore.

Avete presente Erin Brockovich? Se sì, vi ricorderete certamente la scena in cui gli agguerriti avvocati della multinazionale Pacific Gas & Electric arrivano nell’ufficio piccolo e squallido dell’avvocato dove lavora Erin; lei offre loro dell’acqua e a un certo punto dichiara con un sorriso che quest’acqua è stata presa della falda acquifera di Hinkley, in California.

Ecco, a chi ha preso questa decisione farei mangiare quotidianamente un chilo di queste farine, allungata con acqua, antibiotici, steroidi e altre medicine che vengono somministrate regolarmente negli allevamenti. Servito in prigione, beninteso.

Ho fatto un po’ di surf nella rete.

Almeno un nome è spuntato subito. Si tratta di John Dalli, Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori – e dunque capo della commissione che ha accettato il ritorno delle farine animali. A quanto pare, della salute dei cittadini europei se ne frega altamente. A giugno ha stroncato l’iniziativa “Stop long animal transport”, che tramite una petizione firmata da più di 1.100.000 di persone, proponeva una restrizione a un massimo di otto ore la durata del trasporto di animali in Europa. Dalli aveva assicurato il suo appoggio per poi fare un voltafaccia all’ultimo minuto in commissione europea, negando ogni possibile modifica della normativa esistente, la EU/12005. Non solo, ha negato di avere mai parlato in favore dell’iniziativa, mentre sul sito di 8hours si può vedere il filmato in streaming che dimostra il contrario. In base alla normativa rimasta invariata, si possono, solo per fare un esempio, trasportare cavalli o suini per 24 ore ininterrottamente, fare una sosta per 24 ore e poi riprendere il viaggio.

Ma c’è di più. Il signor Dalli sembra aver deliberatamente falsificato parte del suo CV fornito all’Unione Europea prima di diventare Commissario, ed è pure coinvolto in altri scandali. Tra alcune delle sue dichiarazioni incredibili ho scelto solo questa, tanto per gradire: «Sono pro Gheddafi, perché la mia famiglia fa grandi affari in Libia.»  Fatevi un giro qui, se volete sapere tutti i dettagli. Ma ci sono tanti altri blog e siti su questo personaggio.

Ecco, questo excursus serve soltanto per farci capire in che mani siamo. E noi siamo qui a scrivere cose belle su gastronomia e a postare ricette.

Mi piacerebbe sapere se qualcuno in Italia si deciderà a fare qualcosa contro questa decisione.

Buon pollo a tutti.

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Informazioni su georg maag

scrittore per l'infanzia, traduttore, lettore di tedesco per lettere&filosofia all'Università di Torino; hobby: cucina, fotografia, golf

2 commenti su “Mucca pazza, atto secondo? Perseverare è diabolico

  1. […] con tranquillità e in totale sicurezza. Già durante le ricerche per l’articolo sull’encefalite spongiforme bovina mi sono reso conto che l’industria della carne – come sempre quando il cibo funziona in base a […]

  2. […] dei consumatori, John Dalli, le cui gesta poco eroiche e piuttosto sporche ho già descritto nell’articolo sulla mucca pazza. Ma Dalli non è l’unico a pensarla così. I politici dimostrano chiaramente quanto siano schiavi […]

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